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L’ottimismo come stile di vita: un nuovo approccio per gestire i vari ambiti della vita: lavoro, famiglia, comunità e sè stessi

Scegliere la felicità come stile di vita, vuol dire avere un'impostazione mentale nel ricercare il positivo in mezzo a tante cose negative. In quanto per sopravvivere dobbiamo imparare ad individuare i pericoli e ad evitarli. È la prima cosa che insegniamo ai nostri figli quella di stare lontano dai guai per evitare situazioni spiacevoli. 

C’è una fase successiva e  di grande rilevanza che consiste nel cogliere le opportunità.

 

 

Ma come fare a cogliere l'opportunità, quando il nostro cervello è stato impostato nell’evitare i pericoli? Per prima cosa bisogna vederla l’opportunità e per farlo bisogna servirsi dell’ottimismo.

Se andiamo a cercare la parola ottimismo nel dizionario Treccani c’è scritto che è: "la disposizione psicologica che induce a scegliere e considerare prevalentemente i lati migliori della realtà".

Dobbiamo dunque imparare ad indirizzare il nostro sguardo nel  ricercare le cose di valore tra le cose che valore non hanno.

Un esercizio che si fa durante i corsi di auto miglioramento è di trovare il bello all'interno di un semplice contesto. Adesso prova a guardare attorno a te. Come prima cosa noterai tutte le cose che non vanno, ma se indossi gli occhiali dell’ottimismo troverai anche una singola cosa che ha valore.

È quel tesoro nascosto che fa la differenza. Adesso pensa a delle persone che conosci e concentrati sulle loro qualità, non è importante che ne abbiano tante, ne basta una. Da quella qualità puoi partire a costruire una realtà fondata sull’eccellenza.

Se ci pensate i ragazzi derisi nel secolo scorso e additati come Nerd (una parola dispregiativa che significa Giovane di modesta prestanza fisica e dall'aspetto insignificante, che compensa la scarsa avvenenza e le frustrazioni che ne derivano con una passione ossessiva e una notevole inclinazione per le nuove tecnologie) oggi hanno cambiato il mondo. E guardate che non è una frase detta tanto per dire.

Perché Bill Gates ed i ragazzi della Silicon Valley con i loro prodotti tecnologici, a partire dai computer, il mondo lo hanno cambiato davvero. Quella passione per la tecnologia rappresentava quella qualità che una volta sviluppata ha creato una nuova epoca.

Anche chi si occupa di ricerca e sviluppo sa che per progredire deve allenarsi a trovare quella cosa di grande valore che può essere riprodotta. E per non abbandonare la ricerca dopo i primi fallimenti deve avere uno stato mentale che colga le opportunità.

E qua veniamo alla provocazione sull’ottimismo parlando della “sindrome di Pollyanna”.

Pollyanna è un romanzo per bambini scritto da Eleanor Hodgman Porter, la prima edizione è del 1913. Narra di una bambina figlia di un pastore anglicano rimasta orfana e accolta dalla zia austera Polly.

Per superare un momento così duro Pollyanna darà seguito al gioco della felicità, il quale consiste nel trovare un qualcosa di bello in qualsiasi situazione. Pollyanna seppe trovare il bello e darsi coraggio anche quando rimase sulla sedia a rotelle a seguito di un incidente.

È inutile dire che questo romanzo fece innamorare gli Usa, tanto che l’autrice scrisse il seguito Pollyanna Cresce. L’autrice Porter morì nel 1920 ma il personaggio di Pollyanna crebbe di notorietà nei decenni avvenire, tanto che furono create serie Tv animate (51 episodi Trasmessi nel 1986 da Italia 1), film della Disney, opere teatrali ed altri racconti.

Il tema dell’ottimismo fece pure intervenire degli studiosi. In particolare Margaret Matlin and David Stang  che nel 1978 parlarono di “ottimismo idiota” sostenendo che l’eccessivo ottimismo distoglie dalla realtà.

A mio avviso di sicuro se una persona vuole creare, non deve considerare solo le preoccupazioni, i pericoli, ma deve avere un chiaro fiuto per l’opportunità, altrimenti non riuscirà mai ad evolversi.

 

Per individuare le opportunità bisogna partire dall’individuare i problemi. Perché comprendi il bene solo quando conosci il suo opposto, cioè il male.

Delle cose che noi diamo per scontato, come fare la colazione al mattino con i propri famigliari, alcuni non lo possono più fare, in quanto potrebbero trovarsi improvvisamente coinvolti in una guerra o vittime di una malattia.

Ed è per questo che molte persone che fanno volontariato apprezzano di più la vita, perché conoscono il dolore e si adoperano per dare un sollievo a quelle persone che ormai sono compromesse come i malati che sono sottoposti alle cure palliative.

Altre volte i volontari danno una speranza a chi l’ha persa e aiutano le persone a rimettersi in pista, per tale motivo nel lavoro e nella propria vita bisogna partire dall’utilizzare al meglio tutto quello che abbiamo di buono.

La soluzione spesso è quella di risolvere velocemente i problemi e se vediamo che vanno per la lunga, individuare subito quell’opportunità che ci darà quel grande slancio per superare tutto.

L’opportunità spesso sarà data da una cosa che saprò vedere e sviluppare subito, non perché sei diventato un genio e gli altri non capiscono niente ma perché sei conscio che per uscire da quella situazione, devi utilizzare in modo ottimale le risorse per poi sviluppare un qualcosa di grande.

C’è una materia in particolare che parla di queste cose? Si. Si tratta della psicologia positiva.

Possiamo trovare due filoni:

1. A partire dal 2000 gli psicologi Mihály Csíkszentmihályi e Martin E. P. Seligman trattano la psicologia positiva analizzando due prospettive:

  • La prima Edonica legata allo sviluppo di emozioni positive e benessere della persona.
  • La seconda invece è quella eudemonica si concentra nell’esaminare i fattori che portano la persona a sviluppare le sue potenzialità integrandosi con l’ambiente circostante. Quindi il benessere della persona si va ad integrare con il benessere della collettività. E quindi ogni miglioramento della persona di fatto si lega ad un miglioramento della società.

 

Nella fase eudemonica, aggiungo, ci possiamo mettere tutte quelle innovazioni che portano al miglioramento del lavoro generando il benessere del lavoratore e dell’intera comunità di lavoratori.

Infatti, in molte professioni mediche è stata riscontrata la sindrome di burnout, la quale consiste in un livello di stress eccessivo da lavoro.

Questa situazione può essere affrontata sia attraverso l’organizzazione e sia attraverso un nuovo approccio alla vita. E qua veniamo al secondo filone di psicologia positiva che guarda alla realtà con una nuova prospettiva.

 

2. I docenti di Harward Tal Ben Shahar e Shaw Achor parlano di un approccio differente alla vita. L’approccio tradizionale prevede una gratificazione solo al termine di un duro lavoro. Oggi invece si capovolge il metodo e si creano quelle condizioni per cui se io sono felice e sto bene arrivano i risultati.

Questo cambia radicalmente tutto lo stile di vita. Ed ecco che a questo pensiero si sviluppano tutte quelle tematiche unite alla qualità della vita, alla qualità delle relazioni, alla contemplazione, allo sviluppo della religione e alla crescita spirituale che comporta nel farne parte di questa comunità religiosa.

Inoltre, ci possiamo legare il tema legato al terzo settore, ovvero il volontariato.

Ecco che all’interno del mio studio dentistico, o all’interno di qualsiasi altra azienda, devo sviluppare una qualità del lavoro e della vita di un livello superiore, applicando un modello di gestione prospero e sostenibile sia per le persone e sia per l’azienda. Quindi devo creare un lavoro bello con vari livelli di crescita e alta qualità della vita.

Nel libro “Più felice” di Tal Ben Shahar e nel libro “Il vantaggio della felicità” di Shaw Achor gli argomenti riguardo alla felicità queste tematiche vengono trattate in maniera approfondita e ritengo che un imprenditore, un titolare di studio dentistico, un manager o un responsabile le debbano conoscere.

 

L’Atteggiamento

All’inizio di questo articolo abbiamo parlato dell’ottimismo, della sindrome di di Pollyanna e di un diverso approccio alla vita. Per questo che ho voluto trattare il tema di conoscere quelle che sono le circostanze negative, in modo da individuare le circostanze positive.

Senza l’ottimismo gli Stati Uniti non avrebbero superato i momenti difficili. Nel 1800 e nel 1900 il Paese stava ricevendo molti immigrati. Pensate a quante milioni di persone con bassa scolarizzazione che parlavano lingue diverse, appartenenti a culture diverse e religioni che hanno lasciato una realtà difficile per mettere le radici in un altro contesto.

Un atteggiamento basato sulla speranza e sull’ottimismo a mio avviso è stato fondamentale nel portare una prosperità economica.

Quindi studiare questi argomenti è importante per vivere meglio la propria vita, gestire un team di persone, creare un’attività prospera tramite l’uso di dati, statistiche e tutti quegli strumenti che ci fotografano la situazione reale.

 

Perché non dobbiamo essere solo ottimisti, dicendo che un domani andrà bene, ma dobbiamo guardare i dati, individuare le opportunità e guidare la nostra strategia verso quelle azioni che ci porteranno a degli ottimi risultati con atteggiamento mentale positivo, guidato da dei dati che ci diano la visione della realtà.

Il nostro comportamento sarà quello di una persona garbata, gentile con una padronanza dei numeri.

Una persona onesta soprattutto intellettualmente, ferma nei propri principi e che crede nel rispetto della libertà di pensiero delle altre persone. Una persona che vuole migliorare sé stesso, la comunità e lasciare un segno.

Ti aspetto al prossimo articolo della mia rubrica dedicata a imprenditori e manager che vogliono davvero fare la differenza.  

 

Scritto da Nicola Pavan, socio e titolare di OSM Dental, autore del libro “I 7 Pilastri della Gestione dello studio dentistico”.

 

Scritto da OSM Dental il .

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